Ciò che segue non è il censimento completo di tutti gli attrattori storici e architettonici del territorio, ma bensì una sorta di sintetico pro-memoria (non esaustivo ma suggestivo) delle “risorse esistenti”.

Monte Suso

Montallegro, in origine, era un piccolo borgo denominato Angiò e sorgeva su un’altura denominata Monte Suso, ossia sul luogo in cui è ancora possibile osservare la presenza delle rovine del vecchio abitato. Grazie a questa sua posizione strategica, di buon valore difensivo, poteva resistere molto bene alle incursioni barbaresche che, almeno fino al secolo XVII, furono assai frequenti su questo territorio. L’antico borgo venne abbandonato nella seconda metà del Seicento. Le rovine possono essere visitate ancora oggi. Vi si accede mediante una lunga e ripida scala incavata nella roccia. Dalla cima del Monte Suso, il colle sul quale ebbe origine nel XVI sec. il paese, si possono ammirare i resti dell’antico insediamento e un panorama che spazia dal verde intenso dell’area boschiva al blu del mare fianchi laterali del Monte Suso sono caratterizzati dalla presenza dei resti delle vecchie “Calcare”, antiche fabbriche, tra il primitivo e il geniale, dove si lavorava la pietra di gesso, utile per la fabbricazione di abitazioni. Non distante dalla Chiesa di S. Leonardo, proprio ai piedi del Monte, si trovanoi resti delle vecchie abitazioni in pietra del Roccazzo e Santa Croce, considerati a buon titolo, il centro storico di Montallegro.

 

La Villa Romana

A due chilometri da Montallegro, in località Campanaio, sono emerse tracce di un antico insediamento che si estende per più di tre ettari su un lieve pendio che guarda dall’alto il piccolo lago Gorgo. Il sito è ricco di resti di tegole, ceramiche, vetro e altri oggetti. I cocci più remoti, rinvenuti al centro dell’insediamento, risalgono al IV secolo a.C., mentre alcune tombe costituite da tegole denuncerebbero come età dell’abitato il V secolo a.C.. Numerosi ritrovamenti hanno riguardato delle preziose ceramiche di vernice nera del II e I secolo a.C.. L’età romana, tra il I e il V secolo d.C., è stata sicuramente il periodo di maggiore sviluppo dell’antico sito e di quel tempo sono numerosi resti di tombe a arco ricavate in una parete di gesso. Gli scavi del 1980 hanno messo in evidenza i resti di una villa romana: la presenza di vetro di ottima qualità e di alcune lastre di marmo evidenziano l’eleganza della costruzione. I reperti più interessanti, ritrovati nella parte centrale della struttura, riguardano un muro a secco, una ricercata vasca di pietra e alcuni frammenti di vasi in terracotta, tipici dell’arte romana: i vasi, di diversa fattura, avevano una forma allungata; l’esterno della vasca è poi ricoperto da due strati di intonaco mentre l’interno, in un impasto di calce con minuti cocci, è di un rosso intenso. Tra i reperti più interessanti sono da menzionare tre monete della Roma imperiale, delle quali solo una è leggibile. La villa fu sicuramente oggetto di facili incursioni per la sua collocazione presso  la costa e venne distrutta probabilmente nel V secolo d.C.. Gli scavi hanno anche testimoniato l’esistenza, nel IV e V secolo d.C., di coltivazioni di grano,viti, olivi e lenticchie.

 

Il museo della civiltà contadina

Nella nuova scuola è stato allestito un interessante museo delle tradizioni popolari dove sono esposti tanti oggetti del mondo contadino che aiutano a ricostruire la vita della gente, quella vissuta nelle case rurali e nei campi. Lo scopo dell’esposizione è quello di portare a conoscenza delle giovani e future generazioni quelle che furono le condizioni e le abitudini di vita e di lavoro della gente di un tempo, con lo scopo di valorizzare la memoria storica attraverso la conservazione e la riappropriazione della cultura di campagna. All’interno del museo si può compiere un fascinoso viaggio nella memoria e nel vissuto della storia semplice e quotidiana di Montallegro. Tra gli oggetti esposti, il più notevole è un carretto siciliano risalente al 1933, di officina palermitana, abbellito con colori e scenette dipinte di gusto popolaresco.

 

Il sito archeologico di Eraclea Minoa

Eraclea Minoa è posta sul fiume Platani; oggi prende il nome di Capobianco per via di uno sperone roccioso marmoreo che si protende sul mare nelle vicinanze. E’ facilmente raggiungibile, provenendo da Agrigento per mezzo della Strada Statale 115 dopo il bivio per Montallegro. Il nome di Minoa sembra collegarsi alla leggenda secondo cui il re cretese Minosse avrebbe inseguito Dedalo fino in Sicilia per punirlo del suo aiuto dato ad Arianna e Teseo alle prese con il labirinto. Minosse avrebbe poi trovatola morte proprio in questi luoghi per mano dello stesso re sicano presso cui Dedalo si era rifugiato. Il regno di Kokalos era in effetti situato lungo le rive del fiume Platani con capitale Kamico, da alcuni identificata con Sant’Angelo Muxaro da altri con Caltabellotta. Dalla fine del VI secolo a.C., Eraclea Minoa passò sotto il dominio di Akragas e successivamente fu contesa da potenze confinanti o straniere; venne ribattezzata Heraclea in onore di Eracle. Contesa tra greci e cartaginesi cadde, ora in una, ora nell’altra mano, finché nel III secolo a.C. non divenne colonia romana. Dal I secolo a.C. in poi venne abbandonata. Gli scavi archeologici sulle rovine vennero intrapresi in maniera sistematica a partire dal 1950. La città viene considerata tipica per comprendere l’urbanistica delle città ellenistiche e romane. Di grande interesse sono: il Teatro, costruito alla fine del V sec. a.C., che si apre con la cavea, divisa in nove settori a dieci gradoni, verso il Mare Mediterraneo; il quartiere delle abitazioni ellenistiche e romane con impianto urbanistico ad “insulae”, separate da strade parallele; l’Antiquarium, che raccoglie una selezione di reperti ceramici e statuette votive provenienti dall’abitato e dalla necropoli. Sono in parte visibili anche i resti della cinta muraria della città costruita tra la fine del VI e la fine del IV secolo a.C., della lunghezza stimata di circa 6 chilometri. A nord-est delle mura si riconoscono ancora otto torri quadrate.

 

La valle dei templi di Agrigento

La Valle dei Templi è un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento, in Sicilia. Dal 1998 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell’umanità, redatta dall’UNESCO. È considerata un’ambita meta turistica, oltre alla più elevata fonte di turismo per l’intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia. La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben sette templi in stile dorico: le loro denominazioni e relative identificazioni, tranne quella dell‘Olympeion, si presumono essere pure speculazioni umanistiche, che sono però rimaste nell’uso comune. I più importanti sono:

• Il Tempio di Giunone, dedicato all’omonima dea greca, fu costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai cartaginesi. Era il tempio in cui di solitosi celebravano le nozze.

• Il Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un’iscirzione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch’esso nel V secolo.Attualmente è con ogni probabilità quello meglio conservato. Fu trasformato in tempio sacro nel VI secolo d.C.

• Il Tempio di Eracle, il più antico, era dedicato alla venerazione del dio Eracle (o Ercole), uno dei più rispettati dagli abitanti dell’antica Akragas. Distrutto da un terremoto, è oggi formato da appena otto colonne.

• Il Tempio di Zeus Olimpico, edificato per onorare l’omonimo dio dopo la vittoria del 480 a.C. sui cartaginesi, è caratterizzato dalla presenza dei cosiddetti talamoni, statue di notevoli dimensioni con sembianze umane.

• Il Tempio dei Dioscuri (o di Castore e Polluce) fu costruito per onorare i due gemelli figli di Sparta e Giove. Restano appena quattro colonne. È il simbolo della città di Agrigento.

Tempio dei Dioscuri/Castore e Polluce (Castor & Pollux) and Agrigento
Tempio dei Dioscuri/Castore e Polluce Agrigento
Tempio di Giunone Agrigento
Tempio di Giunone Agrigento
Teatro Greco di Eraclea Minoa
Teatro Greco di Eraclea Minoa
montesuso
Montesuso
Valle dei templi
Valle dei templi
Valle dei templi
Valle dei templi
Valle dei templi
Valle dei templi